TUTTI abbiamo dei desideri, dei sogni, delle fantasie intime, c’è chi riesce a realizzarli, chi li urla solo ai quattro venti ma non fa nulla per farli accadere, chi li guarda da lontano per paura di non sapere come raggiungerli e chi apre quel cassetto solo nelle ore più buie della notte.
Qualunque sia quel pensiero, non vergognatevene mai.
E’ solo vostro.
E per chi dovesse mai ascoltarne uno
PORTATE SEMPRE RISPETTO.



Mi sono trovata ad ascoltare un uomo sui cinquant’anni che con difficoltà girava intorno al suo desiderio senza riuscire a trovare il modo di dirmelo, e questo mi ha fatto pensare a quanto siamo maledettamente influenzati dai pensieri degli altri più che dai nostri.

A tutti è capitato di tentennare su una decisione che a noi avrebbe fatto felici ma di pensare a cosa avrebbe pensato il/la nostra compagna, la famiglia, magari anche il vicino di casa.

IL GIUDIZIO, ecco di cosa abbiamo paura, di quello sguardo che ci fa sentire sbagliati. Di quella parola che rimanderebbe quel desiderio ancora più in profondità. Credo sia questo il motivo che ci rende più facile parlarne con un estraneo. E in questo caso era semplicemente il piacere di indossare un collant.

Ora chiedetevi se questo desiderio nuocerebbe a qualcuno, se da pensare è così sconvolgente. Potrebbe non essere un vostro desiderio, ma questo basta a giudicarlo inappropriato?

E se vi dicessi che è un desiderio destinato a restare chiuso nelle quattro mura della camera da letto di una coppia consolidata non vi verrebbe da chiedervi dov’è il problema? Eppure il problema esiste e sembra insormontabile agli occhi di chi si sente deridere da chi invece dovrebbe sempre in primis ascoltarti, capirti e mai giudicarti.

E non sto dicendo che quindi dobbiamo esaudire ogni richiesta se a noi non è consona, ma ascoltare il desiderio si, perché chi ve lo sta dicendo ha già fatto il primo difficilissimo gradino di decidere di condividerlo con voi, vi sta facendo vedere una piccola parte che teneva chiusa dentro di se, bisogna saper ascoltare senza giudicare, poterne parlare per capire se può essere inserita dell’intimità con la complicità di entrambi.

Chi ascolta potrebbe scoprire nel desiderio del proprio partner una fantasia comune, o magari può sembrare troppo da esaudire, giustamente potrebbe volerci un po’ di tempo per assorbire e ragionare sulla richiesta, oppure decidere che quella richiesta va oltre le nostre fantasie e trovarlo non piacevole da esaudire. Qualunque che sia la decisione basta arrivarci insieme.

Provate a pensare a questa situazione…preferireste non sapere che il/la vostra compagna ha un desiderio e se lo toglie di nascosto solo perché ha paura di parlarvene? Soprattutto se quel desiderio non coinvolge nessun altro che la coppia? Chiedersi quanto è realmente un nostro limite e quanto invece è intrinseco di stereotipi imposti dall’esterno.

Ho sempre visto la vita di coppia come un compromesso, fare una piccola rinuncia per il bene comune, un passo verso l’altro per trovare un punto d’incontro, in modo che la bilancia sia sempre pari, dare e ricevere. Per questo credo che provare una volta non può far male a nessuno, immaginate la gioia che riceve chi si sente dire “va bene proviamo”, magari resterete sorpresi in maniera positiva, o se anche così non fosse potrete dire, ci ho provato ma non è una situazione che vorrei ripetere.

Nel mio caso avrei potuto esaudirlo senza interessarmi del perché una richiesta così semplice avesse bisogno di una Mistress e ho cercato di spiegargli che non ci fosse assolutamente niente di male in quella richiesta e ho trovato un uomo che non prendeva ancora in considerazione la possibilità di parlarne a casa. Spero che un giorno lo faccia, perché ho visto quanto poco è bastato per farlo felice.

Madame
elisa.ghirardini@gmail.com