Cercherò di spiegarvi al meglio perché sono arrivata a preferire di ricevere un messaggio invece che una telefonata.

Devo iniziare raccontandovi che ricevevo decine di chiamate al giorno, (apro una parentesi velocissima, non ho mai risposte alle chiamate anonime, se tu non ci metti nemmeno il numero il telefono io non sarò mai interessata a fissare una sessione), era un casino, chiedevano di tutto, telefonate di mezz’ora, ero sopraffatta. Rispondevo con la testa ancora alla telefonata precedente, di fretta. Segnavo su un’agenda appuntamenti anche avanti di una settimana, con numeri di telefono, pratiche per non dimenticare cosa mi avevano chiesto, quanto sarebbero durate, vi assicuro che era un delirio, certo non vi nascondo che ero contenta di tutta quell’affluenza, almeno sulla carta. Ma come vi ho già detto la fregatura era dietro l’angolo dell’inesperienza. Più della metà di quegli appuntamenti non sono mai venuti, e dopo una settimana di follia ho cambiato registro.

Ho iniziato a rispondere molto meno e a chiedere di essere contattata via messaggio. Perché?

Perché potevo rispondere con calma.

Perché potevo decidere di non rispondere se ritenevo l’approccio maleducato.

Perché potevo rispondere alle richieste di pratiche che non eseguivo con poche parole.

Perché potevo anche bloccare una persona ed evitare che quel numero mi richiamasse.

Perché dalla foto profilo potevo vedere se chi mi scriveva era un minorenne o comunque un ragazzo troppo giovane. In questo caso chiedevo subito l’età e se minorenne bloccavo subito, se molto giovane chiarivo subito il costo prima di iniziare a parlare di altro, era prematuro parlare di pratiche sapendo che la maggior parte delle conversazioni con ventenni finivano col rinunciare, e così facendo non facevo perdere a nessuno dei due tempo prezioso.

Non rischiavo di confondere le persone che avevano le stesse richieste.

Perché così vedevo chi a distanza di tempo continuava a scrivermi le stesse cose, e in questo caso trovavo varie tipologie di persone

  1. Chi nonostante avesse già ricevuto una risposta negativa magari per una determinata pratica continuasse a richiederla a distanza di mesi. Sicuramente molti lo facevano non ricordandosi di avermelo già chiesto, però così io evitavo di dover rispondere alla stessa persona più volte.
  2. Chi si presentava ogni volta con un nome e un’età diversa, non ho mai capito perché lo facessero in verità, non ho mai chiesto le generalità di nessuno e mentire senza motivo mi sembrava un pessimo modo di approcciare.

Perché così riuscivo a tenere tutte le conversazioni e potevo rileggerle per organizzare al meglio la sessione a seconda delle richieste fatte.

Ho trovato il mio modo di gestire l’agenda. Più pratica e sicura. Sapete perché uso la parola sicura? Perché quando vi ho detto che con un messaggio rispondevo a richieste di pratiche che non facevo, era la verità, ma incompleta, perché dove c’era la serenità di dire “No, quella determinata pratica non la eseguo, ciao e buona giornata”, c’era anche la difficoltà di doversi sentir fare molte richieste sconvenienti, e ve ne parlo in questo articolo:

Richieste sconvenienti.

Madame
elisa.ghirardini@gmail.com