Come si fa ad essere sicuri che la persona che ti contatta poi non ti darà problemi?

Questa è una delle prime domande che dovete farvi quando un approccio non vi convince. Spesso mi è stata fatta, ed è decisamente la più difficile a cui dare una risposta, perché non è facile capirlo da una telefonata o da un messaggio e non è detto che il mio modo di capirlo sia sempre stato quello giusto, però in tanti anni non ho mai avuto problemi e quindi credo di poter dare qualche consiglio a riguardo.

Faccio una piccola premessa, per farvi capire il perché di certe mie decisioni. Sono una donna prima che una Mistress e ritengo essenziale il rispetto e l’educazione nei modi.. E’ vero sono stata spesso severa con gli atteggiamenti che ritenevo inopportuni, ma in un mondo dove la figura della Mistress è spesso collegata a quella della escort, un atteggiamento poco rispettoso mi faceva subito suonare un campanello d’allarme.

Facciamo qualche esempio di approcci sbagliati:

  • hey
  • ciao bella
  • come va?
  • che fai?
  • sei libera?
  • che mi fai?
  • vorrei essere il tuo tappeto
  • vorrei farmi aprire il culo
  • vorrei leccarti i piedi

E sui “vorrei” mi sono sentita dire di tutto…era solo per farvi qualche esempio. Almeno un “buongiorno” mi sembra il minimo. Siamo d’accordo che ad approcci del genere non si risponde?

Vogliamo aprire un capitolo orari poi? Giusto per dare ancora più garbo a questo genere di messaggi?! Va bene che non sono un ufficio, però se mi scrivi alle undici di sera, a mezzanotte, o alle due di notte, come pretendi che io a quell’ora o la mattina sia ben disposta a risponderti? Giusto mi viene in mente una telefonata alle undici di sera dove stranamente ho risposto, vorrete darmi ragione che mi aspetto un “Mi scusi per l’orario”… e invece mi sono sentita dire “Ciao, sei libera?” e alla risposta, “quando”, mi sento rispondere “adesso”, sia un po’ sconveniente?

Ricevo anche questo messaggio e cito testualmente “Padrona, mi piacerebbe fare una sessione di sadomaso estremo con te. Ci sei questa sera?” e lo ricevo alle 20,15. Innanzitutto non ci siamo mai scritti e visto l’ora in cui il messaggio arriva, che per me, è già sera, chissà a che ora sarebbe voluto venire. Quindi mi dispiace non ho risposto. (E vi assicuro che ho eseguito sessioni molto tardi, ma l’ho deciso io e solo se mi sentivo a mio agio nel farlo, ma MAI la prima volta che incontro uno slave). Sono stata troppo severa nel non rispondere? Forse si, ma ho seguito il mio sesto senso.

Non dico per forza che dietro un approccio come quelli elencati sopra ci sia una persona che poi ti potrebbe dare problemi, potrebbe essere solo un messaggio dettato dalla fretta, dall’imbarazzo o dall’inesperienza. Ma perché dovrei mettermi lì a capire quale sia il motivo di quell’approccio quando sarebbe bastato un “buongiorno” a dar inizio a una conversazione?! Penso che se si rivolgono a me in quel modo, in sessione non avranno quel rispetto che cerco sia come Mistress che come donna.

Cerco di farvi un esempio concreto, se uno schiavo è in ginocchio di fronte a voi e appoggia una mano su una gamba senza il vostro permesso, voi potete correggere quel comportamento semplicemente dicendoglielo o sgridandolo e lo slave non lo farà più, perché in fondo vi porta rispetto, ma se non ha ben chiaro il suo ruolo, quel gesto potrebbe essere il momento in cui la sessione vi sfuggirà di mano, e questo potrebbe diventare rischioso.

Lo schiavo non paga per fare quello che vuole, paga per fare quello che gli ordinate voi.

E questo concetto fa tutta la differenza del mondo.

Torniamo agli approcci, la troppa confidenza la trovo inopportuna, e non parlo di chiedermi l’età, quella la posso capire anche se di forma, non è una domanda elegantissima da fare a una donna, come capisco l’interesse del numero di scarpa, ma quando mi chiamano per chiedermi qual è la mia pratica preferita non ne capisco davvero il senso, io dovrei sapere i loro desideri e non il contrario, e quando l’ho fatto notare mi sono sentita rispondere che voleva vedere se combaciavano coi suoi per vedere se ero la persona giusta…Se IO era quella giusta, praticamente era un colloquio di lavoro!! Poi ci sono quelli che ti fanno due domande a caso prima di farti l’unica che avevano in testa, “mi mandi una foto? No, non mando nessuna foto, ok grazie ciao”. Ma quello che proprio non mi piace sono le domande personali, se sono fidanzata o sposata, se vivo da sola. Non sono inerenti al rapporto Mistress/Slave e mi fanno pensare che uno vuol solo sapere quanto posso essere vulnerabile.

Che sia un messaggio o una telefonata diffidate da chi vi chiede mille informazioni, anche inerenti alla sessione, è giusto dare qualche risposta ma se insistono a sapere nel dettaglio come avverrà una sessione è molto probabile che si stiano togliendo qualche curiosità e non ci sia un vero interesse a viverla. Anche perché sarebbe impossibile e inutile farlo.

Vi faccio un esempio di una conversazione che inizia bene ma va frenata.

Se chiedono una sessione ed è la loro prima volta, capisco che ci sia più curiosità nel sapere come avverrà, chiedo cosa vorrebbero e spesso mi sono sentita rispondere che non lo sapevano ma che volevano provare l’esperienza, quindi spiego che la prima volta non si esagera mai nel dolore e che faccio provare varie pratiche soft sia fisiche che mentali. E fin qui tutto bene se si fissa un appuntamento e ci si saluta. Ma se a questa risposta iniziano una serie di “se”, di “ma” e di “ma poi cosa mi fai?”, “ma poi cosa succede?” Allora bisogna frenare la conversazione, come vi ho già detto non potete raccontare una “scaletta” perché non esiste, le sessioni variano e devono capire che NON sapere cosa succede nel dettaglio fa parte della sessione.

Non abbiate MAI paura di frenare o interrompere una conversazione che prende il largo.

E’ fondamentale chiedere sempre le pratiche per poter decidere se per noi sono consone e di conseguenza prendere un appuntamento, spiego che poi prima di iniziare ci sarà una chiacchierata di cinque minuti per definire a grandi linee la sessione. Credete ci si altro da aggiungere? Io, credo di no.

Sapete anche perché faccio quella chiacchierata poco prima di iniziare? Non per rubare tempo alla sessione, ma per far stemperare un attimo la tensione a chi è la prima volta che viene, per confermare le richieste già fatte, spiegare a grandi linee la sessione e definire i limiti, perché una volta che si inizia non voglio interruzioni per chiedere quella pratica o quell’altra.

Ho cercato di raccontarvi le mie idee tramite le mie esperienze, ma ricordatevi sempre di ascoltare il vostro istinto.

Ci sono mille cose da dire su questo argomento, vi invito a leggere gli altri articoli correlati dove cerco di parlare di tutto, richieste particolari, sconvenienti, pericolose, chiedere la conferma, i limiti, la sicurezza, come imparare a dire di no, la nudità, il sesso, l’orgasmo…Se ancora non li trovate, li sto scrivendo!

Madame
elisa.ghirardini@gmail.com